1927 - L'Istituto di Storia delle Scienze
Dopo
l'Unità d'Italia le collezioni furono smembrate e distribuite tra
diversi istituti universitari. Lo stato di degrado fu denunciato nel
1922 dai promotori del “Gruppo per la tutela del patrimonio scientifico
nazionale”. Grazie al loro impegno, nel 1927 fu fondato l'Istituto di
Storia delle Scienze con il compito di “raccogliere, catalogare,
restaurare” le testimonianze materiali della scienza.
1929 - L’Esposizione Nazionale
Per
iniziativa del nuovo Istituto fu organizzata nel 1929 la Prima
Esposizione Nazionale di Storia della Scienza alla quale aderirono
numerose istituzioni italiane. La manifestazione mise in luce l'entità
del patrimonio, la sua diffusione sul territorio nazionale e il
precario stato di conservazione. In seguito a questa mostra, nel 1930,
l'Università di Firenze decise di inaugurare nella sede di Palazzo
Castellani l'Istituto di Storia della Scienza con annesso Museo, al
quale affidò la collezione degli strumenti mediceo-lorenesi.
1966 - L'alluvione
Dopo
i danni provocati dai bombardamenti che distrussero i ponti del
Lungarno alla fine della seconda guerra mondiale (1944-45), un duro
colpo alla collezione fu inferto dall'alluvione del 1966. Gli strumenti
che allora si trovavano nel sottosuolo e al piano terreno del Museo
furono gravemente danneggiati. Grazie alla solidarietà internazionale e
all'energia di Maria Luisa Righini Bonelli, allora direttrice del
Museo, fu possibile completare rapidamente il recupero degli strumenti,
riaprire al pubblico le sale espositive e ridare impulso alle raccolte
librarie e all'attività di ricerca.